
Una categoria professionale cresce quando riesce a condividere obiettivi comuni, affrontando le criticità con una visione ampia e inclusiva. La forza di una professione non si misura dalla capacità di trovare soluzioni per pochi, ma dalla determinazione nel costruire percorsi che garantiscano diritti, tutele e certezze per tutti. GLi Assistenti di Studio Odontoiatrico conoscono bene il valore della responsabilità. Ogni giorno operano con professionalità, consapevoli che il proprio ruolo è parte integrante della qualità e della sicurezza delle cure. Lo stesso principio dovrebbe guidare anche chi assume il compito di rappresentare la categoria: ricercare soluzioni strutturali, equilibrate e applicabili indistintamente a tutti gli ASO.
Il tema dell’aggiornamento professionale obbligatorio rappresenta oggi uno degli esempi più evidenti di una questione ancora irrisolta. L’articolo 2 del DPCM 9 marzo 2022 ha introdotto l’obbligo dell’aggiornamento annuale, ma non ha disciplinato le modalità di recupero delle annualità eventualmente non svolte, lasciando un evidente vuoto normativo che continua a generare incertezza interpretativa e applicativa. In questo contesto, desta perplessità l’iniziativa di un’organizzazione sindacale che propone il recupero delle annualità pregresse esclusivamente ai propri iscritti, subordinandolo inoltre al versamento di un contributo economico per ciascun anno da recuperare. Una soluzione di questo tipo può certamente rappresentare un’opportunità per una parte limitata della categoria, ma non affronta il problema nella sua interezza. Al contrario, rischia di accentuare una disparità tra chi aderisce all’organizzazione e chi, pur essendo soggetto ai medesimi obblighi, rimane privo di qualsiasi possibilità di regolarizzare la propria posizione. Una rappresentanza realmente orientata all’interesse generale dovrebbe considerare insoddisfacente qualsiasi risposta che lasci indietro una parte della categoria. Quando una criticità nasce da un’incertezza normativa, la risposta non può essere affidata a percorsi riservati o differenziati, bensì alla definizione di regole chiare, uniformi e riconosciute dalle istituzioni competenti.
In questo scenario si colloca anche l’impegno di IDEA, che offre ai propri associati la possibilità di recuperare gratuitamente l’aggiornamento relativo agli anni precedenti, configurando una forma di ravvedimento operoso che non comporta alcun onere economico. Si tratta tuttavia di un’iniziativa che non viene presentata come soluzione definitiva, bensì come misura transitoria di supporto nell’attesa che il Ministero della Salute riapra il tavolo tecnico avviato nel gennaio 2024 e definisca finalmente un regolamento ufficiale capace di disciplinare in modo uniforme il recupero delle annualità pregresse, a beneficio dell’intera categoria. È proprio questo il punto centrale. Le soluzioni temporanee possono essere utili, ma non devono mai sostituire l’obiettivo principale: ottenere una disciplina nazionale chiara, certa e valida per tutti gli Assistenti di Studio Odontoiatrico, indipendentemente dall’appartenenza associativa o sindacale.
Una professione sanitaria cresce quando prevale il senso di appartenenza alla comunità professionale. Le differenze associative sono fisiologiche e rappresentano una ricchezza del confronto democratico, ma non dovrebbero mai tradursi in trattamenti differenziati rispetto a un obbligo che la legge pone indistintamente a carico di tutti. Le sfide che attendono gli ASO richiedono responsabilità, lungimiranza e spirito di servizio. Solo perseguendo soluzioni condivise sarà possibile rafforzare la credibilità della professione e garantire quella certezza normativa che la categoria attende da tempo. Perché rappresentare una categoria significa assumersi la responsabilità di non lasciare indietro nessuno e di lavorare affinché ogni conquista appartenga a tutti, non soltanto a una parte.
IL PRESIDENTE
Rossella Abbondanza
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