Dopo una settimana travagliata, durante la quale abbiamo sperimentato un alto grado di incertezza e di disorientamento nella politica abbiamo visto l’elezione anzi si dovrebbe dire la rielezione di Sergio Mattarella a Presidente della Repubblica.

Il 3 febbraio scorso nel suo discorso dopo il giuramento di fedeltà alla Costituzione, il Capo dello Stato ha dato, al Parlamento che lo ascoltava, ma anche ai tanti cittadini che hanno seguito la cerimonia ufficiale, alcuni spunti di riflessione sui quali credo sia giusto soffermarsi.

Tre parole mi hanno colpito più di altre e sono:

Responsabilità, Partecipazione e Dignità

La prima di queste parole mi ha portato a pensare alle nostre giornate di lavoro sempre così frenetiche, impegnative, molto spesso spossanti, giornate durante le quali il senso di responsabilità delle ASO non viene mai a mancare, tuttavia, come personale che agisce in campo sanitario, non possiamo permetterci cedimenti e dobbiamo tenerlo ben presente, in ogni momento.

Se queste responsabilità possono apparirci fin troppo gravose allora ci viene in aiuto la parola partecipazione  che ci insegna quanto sia importante  affrontare insieme le battaglie quotidiane e per questo la partecipazione e la coesione tra noi , in Associazione, non rappresenta il superfluo o  il marginale, ma è proprio il fondamento ,invece, della vita lavorativa, vissuta, non più  come esperienza privata , all’interno del chiuso dello studio, ma aperta alle esperienze delle colleghe,  alle altrui capacità e difficoltà.

Questa nuova visione, oltre ad essere il principio fondante della vita associativa e di comunità, potrà diventare espressione di sincera condivisione e scambio e là dove i problemi tendano ad essere visti come solo nostri e irrisolvibili, aprano la via a nuove prospettive di soluzione e condivisione.

E qui entra in gioco con protagonismo assoluto la parola dignità che sentiamo offuscata ogniqualvolta non viene apprezzato il nostro impegno, quando vediamo svilito il nostro ruolo, quando il valore del nostro lavoro non viene apprezzato.

Il riconoscimento ufficiale è stato dato da troppo poco tempo perché possa essere conosciuta dalla società la poliedricità delle nostre attività all’interno dello studio e si minimizza facilmente il valore del nostro lavoro, non possiamo fare una colpa perché è evidente che non conosce le dinamiche di uno studio odontoiatrico, forse perché non lo ha mai frequentato….

Concludo prendendo spunto da altre parole sentite nella giornata di ieri ma in ben altro contesto il Festival di Sanremo dette nel monologo di Drusilla Foer che pone l’accento su quella che è l’unicità di ognuno di noi come una grande ricchezza.le ambizioni i valori i talenti ma anche i dolori le paure la fragilità ….fanno di ognuno di noi qualcosa di unico ed irripetibile.

Uno scrigno prezioso dove conservare e nutrire parole come responsabilità, partecipazione e dignità che vissute e interpretate pienamente potranno avere il loro significato più profondo.

Paola Barbera


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